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Ho già la pagina Facebook e Instagram: mi serve un sito?

I social funzionano, ma sono in affitto: le regole, la visibilità e il pubblico li decide la piattaforma. Ecco cosa succede quando sono l'unica cosa che hai.

6 min di letturadi Passione Dev

È una domanda legittima. Se la pagina Instagram ti porta clienti, perché spendere per un sito? Rispondiamo senza retorica: i social funzionano davvero, e per alcune attività sono il canale principale. Il problema non è che siano inefficaci. È che sono l'unica cosa che hai.

Cosa fanno bene i social

  • Farti scoprire da chi non ti stava cercando: è la cosa che un sito non sa fare.
  • Mostrare il lavoro quotidiano con poco sforzo una foto, una storia, fatto.
  • Costruire un rapporto: le persone comprano da chi sentono di conoscere.
  • Far girare il passaparola in modo veloce, soprattutto in una zona ristretta.

Se stai già facendo tutto questo, ottimo: non smettere. Anzi, se è il canale che ti porta lavoro, valutare di farlo seguire con continuità è spesso più redditizio che spendere in altro.

I tre problemi che si presentano prima o poi

Primo: la casa non è tua. La pagina sta su una piattaforma che decide le regole. Cambia l'algoritmo e i tuoi post li vede metà della gente di prima. Un account viene bloccato per errore succede, e capita di aspettare settimane per riaverlo e nel frattempo sei sparito. Non è catastrofismo, è successo a chiunque abbia gestito social a lungo.

Secondo: chi ti cerca su Google non ti trova. Le persone che hanno un bisogno urgente non aprono Instagram: scrivono su Google "fabbro aperto adesso" o "dentista aperto oggi". Se non hai un sito, in quel momento non esisti e quello è il momento in cui il cliente sta per spendere.

Terzo: le informazioni sono impossibili da trovare. Prova a cercare i prezzi, gli orari o come raggiungerti in un profilo con quattrocento post. Sono lì da qualche parte, in un post di otto mesi fa. Chi cerca un'informazione precisa se ne va prima di trovarla.

Il modo giusto di usarli insieme

Non è sito contro social: è sito più social, ognuno per quello che sa fare. I social ti fanno scoprire e ti fanno stare simpatico. Il sito raccoglie chi è interessato e lo trasforma in un contatto: è lì che ci sono i prezzi, il modulo di richiesta, il pulsante WhatsApp, le risposte alle domande frequenti.

  1. 1Metti il link al sito nella bio di Instagram e nella pagina Facebook: è il passaggio che quasi tutti dimenticano.
  2. 2Nelle storie e nei post, quando parli di un servizio, rimanda alla pagina che lo spiega per intero.
  3. 3Sul sito, mostra il tuo profilo social: chi arriva da Google vede che sei attivo e reale.
  4. 4Le recensioni raccoltele su Google, non solo sui social: è lì che le cerca chi non ti conosce.

Quando puoi rimandare il sito

Se hai appena iniziato, non hai ancora un'offerta stabile e stai capendo cosa funziona, aspetta. Un sito costruito su un'attività che sta ancora cambiando forma va rifatto sei mesi dopo. In quella fase i social bastano e costano solo tempo.

Il momento in cui il sito diventa necessario è riconoscibile: quando inizi a rispondere alle stesse tre domande in privato tutti i giorni. Prezzi, orari, come funziona. Quella è la fatica che un sito ti toglie di dosso e nel frattempo lavora anche mentre dormi.

Domande frequenti

Posso avere un sito semplice, solo con le informazioni essenziali?

Sì, ed è spesso la scelta giusta per iniziare: poche pagine con cosa fai, prezzi indicativi, orari, dove sei e come contattarti. È il pacchetto vetrina di partenza, da 350€ con pagamento unico, e si può ampliare dopo senza rifarlo da capo.

Il sito mi porterà via tempo da gestire?

Molto meno dei social. Un sito vetrina, una volta online, va toccato poche volte l'anno: orari, prezzi, qualche foto nuova. Sono i social a chiedere costanza settimanale, non il sito.

Meglio investire prima nel sito o nella pubblicità sui social?

Di solito prima il sito, per un motivo pratico: la pubblicità porta persone da qualche parte, e se quella destinazione è un profilo social disordinato spendi per far arrivare gente su una pagina che non converte. Prima la destinazione, poi il traffico.

Hai già i social e ti manca il resto?

Partiamo da quello che hai già: in genere bastano poche pagine ben fatte per completare il quadro. Scrivici e ne parliamo.